Riconoscere
di Marco Ghetti
da Executivemba NEWS, n. 8 maggio 2007
Immaginate di essere attori e recitare in un teatro vuoto. Oppure calciatori che giocano in uno stadio deserto. O, più familiarmente, persone che lavorano in azienda senza mai ricevere feed-back.
I club di football che hanno dovuto attraversare il tunnel degli stadi chiusi descrivono l’esperienza come straniante, allucinata. Non sentire il messaggio di ritorno alle nostre giocate, alle nostre performance, ci lascia privi di guida, a tendere ci rende carenti di senso della nostra identità. Lasciamo stare per il momento i fischi, ossia il feedback negativo, e soffermiamoci sugli applausi, vale a dire il feedback positivo, o riconoscimento. Gli applausi, quelli meritati, sono generatori fondamentali di una serie di cose buone per le persone: energia, motivazione, autostima, sicurezza, e via dicendo.
Ma soprattutto è formidabile l’effetto perverso dei non-applausi, cioè della mancanza di riconoscimento quando un collaboratore ha fatto, magari con tenacia, sacrificio e costanza nel tempo, cose di valore per l’azienda. Allora gli effetti negativi non tarderanno: disaffezione, demotivazione, apatia. Nella vita delle aziende, il responsabile degli applausi è il capo. E’ lei che deve sviluppare la sensibilità su quando è il momento di dare riconoscimento, e soprattutto di come darlo efficacemente. Ci sono però tante trappole, quasi sempre mentali, che ostacolano l’uso di questo potente strumento di management. Due esempi.
Una trappola è quella che ci fa pensare in automatico ma tanto lui lo sa che lo stimo, oppure, i riconoscimenti sono scontati, sottointesi. Ma scherziamo? Il riconoscimento non è un atto informativo, ma molto di più: è dare, valorizzare, apprezzare.
Altra trappola: le abbiamo dato un aumento di stipendio un mese fa’. Questa pensata viene dalla confusione tra riconoscimento e ricompensa. Se la ricompensa è solo monetaria, o materiale, rimane psicologicamente inerte, fredda. E non raggiunge il cuore della persona, e nemmeno lo scopo di motivarla.
Allora, vigilanza, quando c’è una palla giocata bene, non facciamo mai mancare l’applauso.
Parole chiave: Comunicazione, Feedback, Leadership, People management
