Social networks
di Marco Ghetti
da Executivemba NEWS, n. 9 giugno 2007
A quante persone ho accesso diretto? Quanto ramificato è questo mix di rapporti nei campi diversi della comunità di business? Quanti potenziali accessi indiretti mi consentono i miei contatti diretti? Queste sono alcune delle domande di verifica delle nostre networking skills, ossia della capacità di sviluppare accesso e connettività “sociale” attorno a noi.
In una società sempre più “liquida”, dilatata, virtuale, la connessione punto a punto, relazionalmente solida (ti conosco, mi fido di te, faccio cose con te) è sempre meno favorita dalle infrastrutture sociali (territorio, azienda, partito, club, chiesa, ecc.) e sempre più legata alle capacità di sviluppo e buona gestione delle reti sociali informali.
Le stesse grandi aziende sanno di non poter più contare su modelli relazionali affidati agli organigrammi e promuovono il n e t w o r k i n g informale tra i loro dipendenti. Le reti informali, dentro l’azienda, aperte all’esterno, autogestite, sono diventate la piattaforma di sostegno a innovazione, problem solving, new business development. I network sociali infatti sono potenti conduttori di almeno tre essenziali fattori: potere, informazione privata e nuova conoscenza. Potere …… facilitano l’accesso ai decisori e l’influenza verso di loro. Informazione privata, intesa per capirci come quella che non si trova né su internet né sulle fonti disponibili, ma che circola negli scambi diretti e fiduciari (questa azienda vuole acquistare quest’altra; il tale diventerà direttore commerciale; tizio non può sopportare caio). E infine nuova conoscenza, perché solo reti aperte e ramificate possono favorire l’incontro con nuove idee (Apple, per esempio, chiama questo approccio “networking innovation”).
Ma come fare? In estrema sintesi vorrei definire il networking più come un atteggiamento che come una skill specifica. Alla base di questo atteggiamento stanno apertura (osare, curiosare, stare sull’esterno), intelligenza relazionale (contatto, mantenimento di relazioni reciprocamente soddisfacenti), metodo e costanza.
Parole chiave: Comunicazione, Sviluppo di sé
