Testimonianza: mi riprendo il tempo
di Daniela Biagi, Responsabile di Academy – Borsa Italiana
da Microonde, nr. 1 Novembre 2005
Il concetto di gestione del tempo connota e separa la cultura orientale da quella occidentale. L’Oriente, rilassato e meditativo, considera il tempo infinito; l’Occidente, frenetico e attivo, lo ritiene finito… La forte consapevolezza di considerare e gestire il tempo secondo canoni prettamente occidentali è nata in me proprio lo scorso anno.
Esaminando la mia giornata lavorativa, infatti, mi sono resa conto di quanto questa fosse caratterizzata da attività disordinatamente organizzate e “stipate” nell’agenda, o forse, ancor peggio, raccolte in qualche angolo della mente, da documenti impilati sulla scrivania da elaborare “asap”, dall’ansia di dover dare risposte a tutti, per non deludere nessuno, dalle urgenze sempre precedenti alle priorità, dall’azione predominante sulla riflessione… Insomma, in una parola, la mia vita era proprio la manifestazione del “trionfo dell’Occidente sull’Oriente”.
A condurmi per mano fino a vivere nel profondo un tema così complesso e impegnativo, quale quello della Gestione del Tempo, è stata Isabella, coach rigoroso, preciso, molto razionale (anche a detta sua), ma soprattutto empatico e comunicativo.
Mio principale obiettivo era cercare di trovare più spazio per la riflessione e avvicinarmi il più possibile al più pacato approccio orientale di gestione della vita. Ma, alla prima richiesta di Isabella di “forzato allontanamento” dal mio posto di lavoro, proprio per ritornare sui “banchi di scuola”, il mio primo impatto è stato di panico, come di un senso di drammatica privazione del tempo che doveva essere dedicato alla convulsa quotidianità lavorativa…
Progressivamente, e già dal secondo incontro, la sensazione si è trasformata in una percezione di sana e rivitalizzante pausa … E solo sul finire del mio percorso mi sono resa conto di quanto Isabella, attraverso un’abile interrelazione tra metodo, applicazione dei contenuti e contenuti stessi, mi stesse portando a gestire insieme a lei i nostri incontri in modo sempre più efficace ed efficiente, proprio per farmi capire, attraverso l’esperienza concreta, come arrivare a pianificare e strutturare le attività in modo da poter concedere il debito spazio alla riflessione prima dell’azione.
Al termine del ciclo di incontri, rivedo questa esperienza come momento di interscambio di punti di vista, di acquisizione di consapevolezza su certi atteggiamenti consueti e troppo automatici per essere riconosciuti autonomamente senza l’ausilio di un occhio esterno, ma anche e soprattutto come “cammino” che presenta una dimensione più ravvicinata rispetto all’aula, una dimensione che a volte arriva alle confidenze personali e che connota fortemente il rapporto tra coach e coachee con una sensazione di familiarità e di sicurezza psicologica.
Ora la mia agenda è ordinatamente programmata (anche con un tempo dedicato agli imprevisti); la mia ansia di risposta immediata ha trovato una ragione per essere placata; le priorità precedono le urgenze; l’Oriente si è fatto strada sull’Occidente.
Parole chiave: Sviluppo di sé
