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Il coaching per corsi tecnici

di Pietro Vercesi

da Microonde, nr. 2 Febbraio 2006

Quando l’azienda ha la necessità di formare o aggiornare le proprie risorse umane con corsi di formazione d’argomento tecnico, essa si trova a dover garantire che le risorse economiche investite nei corsi non vengano disperse in situazioni formative poco coinvolgenti e poco efficaci.
Nelle nostre esperienze di coaching all’interno di corsi tecnico – specialistici, abbiamo dovuto affrontare due tipi di urgenze: gli aspetti didattici e di apprendimento (piano del contenuto) e la sfera degli aspetti di gestione del gruppo di lavoro (piano della relazione).

Ostacoli nella progettazione di un corso interno di natura tecnica

Sul piano del contenuto il primo obiettivo è riuscire a trasformare le nozioni tecniche in contenuti che colleghino l’esperienza degli allievi al contesto lavorativo: è infatti possibile apprendere in maniera efficace – dicono gli esperti dell’apprendimento situato – solo se si riesce a entrare progressivamente in un mondo culturalmente e socialmente definito.

In questo processo risulta fondamentale non limitarsi a ricevere le conoscenze portate da un esperto (posizione che può rivelarsi passivizzante), ma accedere ad una dimensione più attiva, in cui sia possibile ricondurre i contenuti ai riferimenti psicologici, sociali e aziendali del partecipante. Questo potenzia le capacità di utilizzazione concreta, flessibile ed efficace dei contenuti stessi, in una prospettiva evolutiva e dinamica.

Sul piano della relazione è di fondamentale importanza occuparsi della creazione e del mantenimento dello spirito di gruppo, del monitoraggio del clima e benessere d’aula, della partecipazione e del livello di motivazione individuale e gruppale. Anche l’ambito delle relazioni allievi-docenti tecnici può presentare qualche criticità. Soprattutto negli ambienti aziendali e industriali, il docente tecnico è molto spesso prima tecnico che docente: non sempre la persona molto esperta nel proprio campo ha la capacità di trasferire agli altri le proprie conoscenze in maniera efficace. E’ un aspetto che non si dovrebbe sottovalutare.

Infine un ultimo livello di possibile criticità (in particolare per i corsi rivolti ai neo-assunti) è quello relativo al rapporto tra l’azienda e gli allievi: gestire le attese, i quesiti, gli imprevisti, gli aggiustamenti in corso d’opera e al contempo trasferire i valori chiave dell’azienda può risultare un percorso difficile, in cui è presente il rischio che il flusso di informazioni in entrambe le direzioni si blocchi creando non-detti e incomprensioni.

Il coaching al corso tecnico

A nostro avviso sono tre i fattori che possono fare la differenza in questa situazione formativa: un’attenzione-guida che sia pervasiva di tutto il percorso, l’identificazione di un fil rouge e la presenza di un tessitore che diano unità e coerenza alle singole componenti che rientrano nel progetto formativo.

A partire dalla nostra esperienza abbiamo attribuito al coach il ruolo di tessitore e identificato come attenzione-guida l’attenzione alla persona. A partire da questi due elementi fondamentali è possibile tessere il fil rouge: un universo simbolico coinvolgente, mitologie metaforiche, riti di passaggio e ricorrenze, unite alla memoria storica e alle prove sfidanti che scandiscono il percorso possono creare immediatezza, unitarietà, coesione immaginifica al viaggio in atto.

Sul piano del contenuto è fondamentale un monitoraggio continuo del processo didattico in termini di equilibrio nei contenuti delle singole materie: anche un corso essenzialmente e profondamente tecnico non potrà fare a meno di competenze comportamentali e psicologiche, come la capacità di gestire la comunicazione in maniera efficace, di fornire e ricevere feedback, di affrontare e risolvere conflitti.

Sul piano della relazione è importante che il coach diventi una figura di riferimento esterna ma presente continuativamente per fare da collegamento e supporto a docenti, allievi e azienda. Ai docenti il coach fornisce un supporto esperto e flessibile nell’equilibrare gli strumenti didattici (lezioni, esercitazioni, role playing, test, simulazioni, ma anche pause e cambi di ritmo) al fine di massimizzare l’energia e la concentrazione del gruppo durante tutto il percorso.

Agli allievi il coach offrirà una guida e un riferimento continuo, sia in presenza che a distanza, nell’affrontare le problematiche relative all’ambiente, contribuendo a creare e mantenere lo spirito di gruppo, sostenendo motivazione e morale, ascoltando individualmente e in plenaria le necessità, le incertezze e le preoccupazioni dei partecipanti.

Infine il coach gestirà i briefing coi docenti e coi referenti dell’azienda, definirà la sceneggiatura delle tappe e la progettazione del percorso provvedendo a ottenerne dei “precipitati” che saranno utili per valutare l’efficacia del viaggio formativo e per preparare il ritorno in azienda.
Un ritorno e un viaggio, giova ricordarlo, prima di tutto di e per le persone.

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