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Condividere la decisione

di Marco Ghetti

da ExecutiveMBA News, n. 12 settembre 2007

Prendiamo un gruppo casuale di persone che camminano per strada e chiediamo loro di indicarci tre cose che fa un leader: è quasi certo che una delle tre risposte sarà: prende le decisioni.

Eppure la ricerca e l’osservazione sul campo dimostrano che più il leader è bravo, meno le decisioni le prende lui. Il bravo capo infatti ha imparato a sue spese che quando decide lui cose che altri dovranno realizzare, è facile che questi altri non sentano davvero come propria la decisione e il compito collegato.

Davanti al primo ostacolo tenderanno ad assumere l’atteggiamento lo-dicevo-che-non-si-può-fare. Diversamente, se invece di decidere lui, il manager chiede al team: signori, cosa facciamo davanti a questo problema, la strada scelta sarà sentita dagli attori come decisione propria, su cui si gioca la faccia e la credibilità. C’è una sorta di minuetto degli ego e dei narcisismi dietro a questa dinamica: l’ego del capo preme per imporre la sua decisione; ma c’è anche l’ego del collaboratore che chiede spazio. Spesso il manager accorto cede il passo: il valzer del team riesce più tonico se le persone hanno l’ego soddisfatto. Quindi condividere la decisione è l’unico modo per riuscire a condividere la cosa che più conta, e cioè la responsabilità verso la decisione presa. A volte sono i collaboratori i primi a non volere condividere la decisione; decidi tu, dicono. In questi casi, è probabile che ci sia voglia di evitare responsabilità.

Ci sono vari gradi di possibile apertura della decisione al team.

  • Il grado zero è quello in cui il capo sceglie di decidere da solo. A volte questa modalità può essere giustificata e saggia; un conflitto intricato, una grave emergenza.
  • Poi c’è il grado uno di condivisione: il capo prima raccoglie fatti dal team poi decide da solo.
  • Nel grado due, un po’ più aperto, si confronta individualmente con i singoli membri del team, e poi prende la decisione.
  • Nel grado tre, invece, apre un confronto di gruppo con il team e si riserva in ogni caso la decisione finale.
  • Infine il quattro, il grado più alto di condivisione, quello in cui il leader pone il problema al gruppo e dice: questa decisione voglio che la prendiamo insieme.

Con un po’ di pratica e di auto osservazione diventa facile capire quale grado di condivisione della decisione utilizzare, anzi diventa automatico. Un po’ come con l’auto: non è che dobbiamo scervellarci troppo per capire se dobbiamo mettere la seconda o la terza….

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